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Ispirarsi agli animali

Da qualche mese mi frulla in testa la riflessione, nata dalla mia convivenza con un gatto e un cane, sul valore degli animali non umani e sull’esempio che possono rappresentare per noi animali umani. Stavo maturando questi concetti per poterli poi esprimere in modo chiaro ed ecco che mi è arrivato lo spunto che cercavo…ho acquistato un libretto che tratta questo tema al tempo stesso con leggerezza e profondità: “Guardiani dell’essere”, con testi di Eckhart Tolle e disegni di Patrick McDonnell.
Non farò una recensione del testo, ma lo utilizzerò – attraverso citazioni o riferimenti – per esprimere perché a mio avviso ci può giovare assumere gli animali come fonte di ispirazione per il nostro stare al mondo.

Inizio da qui: “Tutti gli elementi della natura – ogni fiore, ogni albero, e ogni animale – hanno un’importante lezione da insegnarci.”

Credo che l’essenza di questa lezione sia cogliere l’importanza e la bellezza di lasciarsi andare al momento presente, di viverlo appieno per ciò che è, che significa al contempo esserci per come noi realmente siamo, senza sovrastrutture che inquinano la purezza dell’essere.
“E’ così meraviglioso guardare un animale, perché un animale non ha opinioni di se stesso. Lui è.”

Abitando il qui ed ora, gli animali sono sempre immersi nel flusso della vita, non se ne distaccano attraverso rimuginazioni, preoccupazioni, lamenti e altre trappole mentali come facciamo noi. Per questo sono più felici della maggior parte di noi: sanno sentire e manifestare spontaneamente la gioia del vivere.
“Il cane festeggia la vita continuamente. Guarda solo la coda…alcuni cani basta solo guardarli e la loro coda va… ‘La vita è bella! La vita è bella!’ E non si stanno raccontando una storia del perché la vita è bella.”

Per apprendere questa lezione non c’è molto da studiare, c’è da stare ad esempio con un cane o un gatto, osservarli ed entrarci in contatto…e la magia dell’Adesso accade:
“Quando coccoli un cane o ascolti un gatto che fa le fusa, la mente può fermarsi per un istante e uno spazio di calma sorge dentro di te, un passaggio per entrare nell’Essere.”

Certo, noi umani abbiamo una facoltà che forse gli altri animali non possiedono: la cosiddetta autocoscienza, grazie alla quale siamo in grado di pensare noi stessi, indagare sui nostri pensieri, sulle nostre emozioni e sulle nostre azioni. E’ una capacità peculiare della nostra specie e che sicuramente ci può essere utile per migliorarci e crescere…però attenzione! Attenzione a non farlo diventare un ruolo da impersonare, più o meno consapevolmente, che ci fa sentire sotto un un giudizio costante e quindi in definitiva non ci permette di esprimere liberamente la nostra essenza.
“Gli uomini dicono ‘io mi voglio bene’ oppure ‘io mi odio’. I cani dicono ‘woof, woof’, che tradotto significa Io sono Io.
Io la chiamo integrità – essere una cosa sola con te stesso.”

Si sente spesso parlare di empatia (i primi siamo noi psicologi) come della straordinaria capacità di sentire ciò che prova l’altro, quasi che il suo vissuto penetri dentro di noi e ci faccia vibrare all’unisono con chi abbiamo di fronte.
Ebbene, i cani non sanno cosa sia l’empatia, ma la vivono tutti i giorni, anzi la incarnano: loro entrano spontaneamente in profonda risonanza con i loro compagni umani…chi ci vive insieme lo sa.

E cosa c’è all’origine di questo se non l’amore puro e incondizionato?
“I cani offrono la preziosa opportunità, anche a persone che sono intrappolate nel loro ego, di amare ed essere amati incondizionatamente.”
Incondizionatamente non è un concetto facile per noi esseri umani, così abituati a misurare tutto in termini di causa-effetto, legati ad una prospettiva utilitaristica di scopo e profitto. Per i cani è l’esatto contrario: nell’amore che esprimono non c’è alcuna causa né scopo, non te lo manifestano perché hai fatto o perché tu faccia qualcosa per loro, te lo donano semplicemente per ciò che sei.
Proviamo a starci in contatto e sentiremo una luce che ci illumina e riscalda l’anima.

“Ogni essere è una scintilla del Divino. Guarda negli occhi del cane e percepiscine l’intimo profondo.”

 

Frank e Gea verso l'orizzonte

I miei due personali “maestri pelosi”