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La lezione del cane e la lezione del gatto

Propongo un articolo che rappresenta una sorta di compendio e prosecuzione del precedente “Ispirarsi agli animali” e parla di ciò che a mio parere possiamo imparare nello specifico dai cani e dai gatti, osservando il loro modo di vivere e di relazionarsi con noi. Se scegliamo di ascoltare la lezione di questi “maestri a quattro zampe” ecco cosa possiamo cogliere di utile per noi animali umani.


La lezione del cane

Il cane ci insegna innanzitutto l’amore incondizionato, la pura e irrefrenabile gioia per la semplice presenza delle persone che si amano, qualsiasi cosa accada. E’ come se il cane dicesse continuamente a chi ama “grazie di esistere!” a prescindere dal momento, perché il cane vive solo il momento presente e di conseguenza ogni momento per lui è unico, e se condiviso con chi gli è caro è speciale. La sua fedeltà e la sua lealtà sono assolute e quasi impossibili da scalfire, perché forgiate nei secoli da un processo di co-domesticazione con l’uomo. Il cane ama in un modo totale, lo sa esprimere con tutto se stesso senza aspettarsi niente in cambio e senza badare alle conseguenze… Pensate che il cane non è etologicamente capace di portare rancore o di fare volontariamente un danno a qualcuno. A volte è quasi disarmante quanto investa nella relazione e quanto sia sempre pronto a dare per gli altri, soprattutto per noi umani.
In definitiva, la lezione del cane è: ama senza condizioni e senza perché, trova la gioia in ogni momento condiviso con chi ti sta a cuore.


La lezione del gatto

La lezione del gatto è essenzialmente quella dell’indipendenza: essere se stessi sempre e comunque, non farsi condizionare troppo dagli altri e dagli eventi. Il gatto è maestro di eleganza, di centratura in sé e di sicurezza dal punto di vista fisico ed emotivo. Dà la sensazione di essere sempre “al di sopra di tutto”, di venire appena sfiorato dagli eventi, perché vive in una dimensione di elevata autonomia che non soggiace ai turbamenti della quotidianità. Anche se può vivere le emozioni, il gatto non ne viene mai travolto, le sa gestire con la naturalezza di chi sa che sono solo fenomeni transitori, onde superficiali sopra un fondo di quiete assoluta.
Il gatto può quasi rappresentare un maestro spirituale, che in modo simile ai monaci zen attraversa il corso degli eventi con libertà e senza attaccamento.

Dunque, come si può notare queste due lezioni sono molto diverse e di conseguenza complementari. Ciascuno di noi può essere di base “più cane” o “più gatto”, ma abbiamo tutti bisogno delle qualità che incarnano entrambi. Credo che ascoltare sia la lezione del cane sia quella del gatto ci permetta di essere più completi e più in grado di vivere le diverse situazioni che incontriamo nel modo più adatto: con l’entusiasmo e l’amore del cane integrato con l’autonomia e la sicurezza del gatto.

Per questo propongo di vedere queste polarità attraverso l’immagine del Tao: armonizzare gli opposti dell’energia propria del cane e del gatto nell’unità del nostro essere.